Amore rendi a me leggiadro l’esordire del nuovo giorno
il riproporsi della tua icona ingentilisce il nascente capoverso
seppur, a piè pagina, s’infittiscono le correzioni,le rime disdegnano
d’esser baciate ,gli anacoluti divengono familiari .
La tua presenza raccorda in una trama armoniosa il periodare sgrammaticato
che si snocciola lungo il giorno, dà senso ai miei voli pindarici, giustifica
i neologismi, dà adito alle digressioni, favorisce i condizionali ed il loro amalgamarsi
coi congiuntivi garantendo il primato del futuro sul passato
nella declinazione costante di quel magico verbo che Il Divino
sostantivò nella sua unica filiazione ,incidendone sulla pietra l’imperativo
rendendo compiuto l’infinito, permettendoci il quotidiano uso del riflessivo amarsi.
Acquisita questa nuova grammatica ,ecco fluire le parole dei miei messaggi :
una cascata di parole d’amore di una leggerezza lapidaria,
monili tenuti insieme da una punteggiatura trina ove i punti esclamativi
recitano sull’attenti proclami divenuti eterni,si infittiscono ,rinserrano le file
in plotoni d’onore a celebrare un grido;
le volute dei punti interrogativi si protendono come rampini
ad intercettare risposte agognate ,parole mai dette ;
le virgolette mimano schizzi vaporizzati dall’impatto di rivelazioni trattenute nel loro
abbraccio che , giunte al cuore , liberano una scia di puntini di sospensione ,
reticenti ,ma capaci di cogliere nel segno : tanti proiettili
allineati come una raffica lungo una traiettoria comune
che ha nel mirino la felicità .

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