Matematica di un amore
Una parabola ascendente , a tratti un’iperbole , spesso una intersezione
di rette ,dapprima convergenti , dopo il contatto ,
inevitabilmente divergenti ; angoli , assenti per definizione ,
nell’essenzialità duplice del segmento , obbligatoriamente acuti
non appena si concepisce un triangolo .
La crescita introduce la terza dimensione nell’ascesa verso la solidità:
si fa “quadrato” nei momenti di difficoltà .
Si scoprono nuove sfaccettature man mano che ci si addentra nell’intima conoscenza ;
ci si riconosce come anime poliedriche , che , nell’emergere verso
la fulgida luce della reciproca considerazione , divengono prismi cristallini
capaci di scomporre il raggio di luce nella tavolozza dell’arcobaleno .
Si anela al cerchio e alla sfera : forme riconosciute perfette
anche quando il primo può sembrare l’ombra della seconda .
Basta rifletterci un istante , per riuscire a riconsiderarlo
come l’immagine di una delle sue infinite possibili sezioni ,
la cui ricongiunzione è in grado di ricostituire il solido nella sua interezza .
La maturazione del segmento ha generato due sfere di pari grandezza ,
che nel loro moto continuo si sono allontanate,riavvicinate più volte ,
cozzando tra loro ,con inevitabili mutazioni di traiettoria e intime vibrazioni.
La solidità acquisita le ha preservate da profonde fratture ,
le piccole collisioni ne hanno levigato la superficie , eliminando le asperità,
ultimo retaggio di un peccato originale , spesso vissuto come
un difetto di fabbricazione .
Ma , come spesso accade nelle realtà astrofisiche sia macro ,
che microcosmiche , l’energia può trasformarsi in materia e viceversa.
Forse così si generano i satelliti , il cui moto inarrestabile
vive l’eterno conflitto tra le due pulsioni contrastanti :
l’attrazione gravitazionale che li trattiene , la forza centrifuga
che li spinge al distacco .
In questo perpetuo divenire , accade spesso che si consumi
il dramma dell’eclissi , quando la terza sfera ,loro filiazione ,
nella sua crescita protesa all’allineamento , riesce a frapporsi ,
generando coni d’ombra in cui si annida il seme dell’ incomprensione
embrione della depressione .
Ecco generarsi la carica negativa , con la conseguente polarizzazione magnetica
che vede , nel suo opposto ,la positività capace di attrarla ; nel conseguente ,
inevitabile avvicinamento , si ottiene la magica neutralizzazione delle cariche ,
ormai confluite in un nuovo solido ,costituito da sfere concentriche ,
compenetrate , unite dallo stesso centro di gravità a percorrere solidali la stessa orbita.